“Un Posto al Sole”: 29 Anni di Emozioni ai Piedi del Vesuvio

Napoli. Una città che respira passione, contrasti e vita vera. E proprio qui, ai piedi del Vesuvio, da ventinove anni si rinnova ogni sera la magia di “Un Posto al Sole”, la fiction più longeva della televisione italiana. Con oltre 6.795 episodi, 5.600 baci e ben 900 schiaffi, la serie ha accompagnato generazioni di spettatori, raccontando amori, tradimenti, lutti, rinascite e sogni che parlano il linguaggio universale delle emozioni.
In una puntata speciale dedicata al suo anniversario, gli attori storici Alberto Rossi, Giorgia Gianetiempo e Luca Turco hanno ricordato con affetto e ironia i momenti più intensi di questa lunga avventura.
“Io non sono uno storico, sono un preistorico,” scherza Alberto Rossi, che nel lontano 1996 fu il primo volto a comparire nella serie, interpretando il giornalista Michele Saviani. “Il primo giorno di riprese lo facemmo al cimitero di via Terracina. Ci ha portato fortuna, perché dopo 30 anni siamo ancora qui.”
Dal suo esordio, “Un Posto al Sole” ha saputo rinnovarsi senza mai perdere la propria anima. È un racconto che nasce a Napoli, ma che parla all’Italia intera. Le sue storie attraversano i vicoli, i palazzi e le piazze della città, mostrando tanto la sua luce quanto le sue ombre. Napoli è, come dicono gli attori, “una protagonista assoluta”.
Una famiglia sul set e nella vita
Accanto ad Alberto Rossi, oggi siede Luca Turco, che ha iniziato a recitare nella serie a soli 9 anni. “È stato come crescere in un’altra famiglia,” racconta. “Marina e Marzio, che interpretavano i miei genitori nella fiction, sono stati anche come genitori nella vita. Mi hanno insegnato tanto, mi hanno visto crescere.”
Riguardando le prime immagini del suo debutto, Luca sorride: “Dovevo dare un calcio a Marzio, e lui mi disse di farlo davvero. Quel calcio se lo ricorda ancora oggi!”
Dopo quasi tre decenni, i volti di “Un Posto al Sole” sono diventati parte delle famiglie italiane. Per molti spettatori, cenare senza la fiction di Rai 3 è come perdere un appuntamento con amici di lunga data.
Le emozioni dietro le quinte
Anche Giorgia Gianetiempo, che interpreta Rossella Graziani, parla con commozione del suo percorso. “Rossella è una ragazza determinata, sensibile, che si sta specializzando in medicina. L’accompagno da più di 15 anni, quindi siamo cresciute insieme. C’è molto di lei in me e molto di me in lei.”
Una delle scene più difficili per Giorgia è stata quella che ha affrontato il tema delle molestie sul lavoro. “È stata una scena intensa e delicata,” racconta, “perché Rossella è stata vittima di un abuso da parte del suo primario. Mio padre, nella fiction, ha reagito e ha rischiato la vita per difendermi. È stata una prova attoriale ed emotiva molto forte.”
Luca, invece, ricorda la perdita della sua compagna di scena: “Il mio personaggio, Nico, ha perso quella che sarebbe diventata sua moglie. È stato un momento importante anche per me, perché mi ha messo alla prova come attore.”
E Alberto aggiunge con emozione: “Una delle scene più toccanti è stata quella del funerale di nonna Teresa. Era successo poco dopo la vera morte di Carmen Scivittaro, che interpretava mia madre nella serie. Abbiamo voluto renderle omaggio con un episodio pieno d’amore. Il pubblico ci ha premiato, perché Carmen era amatissima.”
Napoli, il cuore pulsante
Parlare di “Un Posto al Sole” significa anche parlare di Napoli. La città non è solo uno sfondo: è un personaggio vivo, con i suoi profumi, le sue contraddizioni e il suo calore.
“Ormai mi considerano napoletano,” dice Alberto Rossi, che in realtà è toscano. “Mi hanno accolto con tanto affetto. Siamo diventati parte della loro famiglia. Come dicono qui, siamo ‘a puntata’, cioè quelli che entrano in casa loro ogni sera.”
Napoli, con la sua autenticità, ha sempre ispirato la fiction. Dai panorami di Posillipo ai vicoli dei Quartieri Spagnoli, la città racconta la vita quotidiana, tra speranza e fatica. È il teatro perfetto per storie vere, intense, capaci di far ridere e piangere nello stesso respiro.
Un futuro ancora luminoso
Dopo quasi trent’anni, “Un Posto al Sole” continua a innovarsi, affrontando temi sociali come la violenza di genere, la disoccupazione giovanile, la diversità e la famiglia moderna, senza perdere il calore umano che l’ha resa unica.
E mentre gli attori si emozionano ricordando i loro inizi, Napoli sorride al futuro. Come ha detto uno di loro:
“Noi non siamo solo una serie, siamo una parte della vita delle persone. E continueremo a esserlo finché ci sarà qualcuno che, dopo cena, accende la TV per ritrovare un po’ di sé in un posto al sole.”