Samuele Cavallo, il successo a “Un posto al sole”, il sogno Sanremo, la depressione, la figlia. «Ho sviluppato una ipocondria molto grave»

Samuele Cavallo

 

Samuele Cavallo è la rivelazione di Tale e quale Show. L’attore, cantautore e ballerino pugliese è uno dei protagonisti della nuova edizione del talent show di Carlo Conti e nell’ultima puntata è riuscito a strappare una vittoria eclatante mettendo tutti i giudici d’accordo. La sua interpretazione di Benson Boone in “Beautiful things” è stata esemplare e Cavallo si è aggiudicato la puntata. Ma chi è l’attore che il pubblico conosce bene per il suo ruolo nella soap “Un posto al sole”?

La carriera

Samuele Cavallo nasce l’11 gennaio 1988 a Fasano, in provincia di Brindisi. A 16 anni lascia la Puglia e si trasferisce a Roma per studiare all’accademia La Cometa. Nel 2005 arriva la prima opportunità importante con un ruolo nel film “La terra” di Sergio Rubini ma successivamente Cavallo si dedica al teatro e ai musical, sfruttando le sue doti di ballerino e cantante: “Poveri ma belli” di Massimo Ranieri, “La febbre del sabato sera”, “Ghost” e “West Side Story”. Nel 2008 è nel cast della serie “Tutti pazzi per amore 2” e l’anno successivo è nello show “Fratelli di Crozza” come ballerino del corpo di ballo. La svolta nella sua carriera arriva nel 2018 quando entra nel cast della fiction “Un posto al sole”, dove è Samuele Piccirillo, cantautore e aiuto chef di Nunzio al ristorante Vulcano. Nel 2022 ha anche recitato al fianco di Alessio Boni nella fiction Rai “Il Metodo Fenoglio – L’estate fredda“.

La vita privata

Dal 2019 Samuele Cavallo è fidanzato con Elisa Angelini dalla quale, nel 2022, ha avuto la figlia Isabel. Samuele e Elisa non si sono ancora sposati, ma le nozze sono nei progetti della coppia. Sulle pagine di Vanity Fair, che lo ha intervistato nel 2024, l’attore ha raccontato: «Dopo la nascita di Isabel io ed Elisa abbiamo vissuto un periodo tosto, ma abbiamo combattuto la nostra battaglia e l’abbiamo vinta. Da quel momento Elisa mi manda dei messaggi subliminali come le inserzioni degli abiti da sposa che dice di vedere su Instagram: probabilmente un giorno dovrò farmi coraggio e prendere l’iniziativa, lo so. Anche se lei non vorrebbe cose plateali perché non ama stare al centro dell’attenzione».

Un posto al sole

Dal 2018 l’attore è nel cast della celebre soap di Rai3 “Un posto al sole”. Da quasi 6 anni Samuele Cavallo presta il volto a Samuel Piccirillo, cantautore e aiuto chef di Nunzio al ristorante Vulcano, ex fidanzato di Speranza e impegnato con Micaela. Le vicende di Piccirillo hanno conquistato sempre più spazio nel corso degli anni e oggi il ruolo ricoperto da Samuele Cavallo è centrale nella fiction. A proposito del futuro del suo personaggio l’attore ha dichiarato: «Mi piacerebbe che gli sceneggiatori facessero scoprire molto di più di lui: chi era, da dove arriva, qual è la sua famiglia e da dove parte la sua vena artistica, per esempio. Mi diverte interpretarlo, ma spero di avere presto la possibilità di dare a Samuel quelle sfumature che il pubblico non ha ancora visto».

Il Festival di Sanremo

Uno dei sogni di Samuele Cavallo è quello di poter partecipare al festival di Sanremo. L’attore pugliese ha anche provato a inviare un pezzo a Carlo Conti per partecipare all’ultima edizione ma senza successo. «Ci sono anche andato vicino. Dopo aver scritto una canzone intitolata “Lupo Alberto” ho ricevuto una telefonata da Carlo Conti che mi ha chiesto di provare a candidarmi, ma alla fine non sono passato», ha raccontato a Vanity Fair.

La depressione

Nonostante i successi e l’amore della sua famiglia, Samuele Cavallo ha affrontato nel corso della sua vita molte difficoltà. Situazioni che lo hanno fatto sprofondare in un momento di buio, come raccontato un anno fa sulle pagine di Vanity Fair: «Per un certo periodo ho affrontato una depressione che mi ha portato a isolarmi dagli altri per paura di essere giudicato. Quando me lo chiedevano, dicevo che andava tutto bene anche se non era così. A furia di allontanare agli altri, mi sono girato e non avevo più nessuno a cui potermi rivolgere per un aiuto o un consiglio, ma pian piano ne sono venuto fuori. La prima in età adolescenziale, quando mi sono trovato a vivere dentro a un limbo, e la seconda in una fase più adulta, quando ho dovuto prendermi certe responsabilità ma non ero abbastanza maturo per accoglierle. È in quei momenti che ti rendi conto che manca un pezzo per completare il puzzle».

L’ipocondria

Oltre alla depressione Samuele Cavallo ha dovuto anche combattere contro una malattia subdola tanto quanto la depressione. «A un certo punto ho sviluppato una forma di ipocondria molto grave che mi ha portato ad avere paura del contatto umano», ha confessato l’attore pugliese, spiegando i motivi che lo hanno portato all’auto isolamento: «Per quasi due anni non ho mai visto un locale: ero solo studio e lavoro. Ne sono uscito dopo che mi sono buttato sotto la doccia vestito per paura di essere contaminato: lì ho capito di avere un problema serio e ho chiesto aiuto per poter riprendere a uscire e a vivere. Il teatro in quel periodo è stata la mia stampella e il mio rifugio: senza non sarei andato lontano».

La morte del padre

Quando aveva solo 25 anni Samuele Cavallo fu colpito da un grave lutto: la morte del padre. L’attore ne ha parlato su Vanity Fair ricordando gli ultimi momenti vissuti insieme alla figura paterna: «Mio padre è venuto a mancare quando avevo 25 anni, proprio quando ero riuscito a ritrovarlo. Ci siamo ritrovati dopo tanti anni e siamo riusciti a instaurare un rapporto di amicizia e di fiducia molto prezioso. Purtroppo poco tempo dopo si è ammalato e le cose sono precipitate anche se, negli ultimi 40 giorni di vita, non mi sono mai mosso dal suo letto: ho lasciato il lavoro e sono corso a Ostuni, in Puglia, per stargli vicino. Il mio mestiere, però, è stato un ponte perché ha permesso a me e a mio padre di ripartire. Ero in tournée con uno spettacolo diretto da Massimo Ranieri e sono entrato in una piccola chiesa nel centro di Assisi. Di impeto mi è venuta voglia di scrivergli un messaggio per invitarlo alla data che avremmo fatto a Roma, volevo che fosse orgoglioso di me. È venuto, ed è ripartito tutto da lì».