Gina Amarante: «I fan di Un posto al sole mi chiedono se ho una gemella. Manuela con Niko? Mi fa tenerezza»

Ogni volta che Gina Amarante accoglie un nuovo ruolo scrive una lettera indirizzata al personaggio che interpreterà di lì a breve. «Scrivo di come mi sento in quel momento, delle prime reazioni che ho avuto quando ho letto quel ruolo la prima volta. Credo che sia un esercizio fondamentale perché partire da quello che siamo ci aiuta a immaginare dove quel percorso ci porterà», racconta Amarante al telefono da Angri – la cittadina campana dove è cresciuta – in un momento di pausa dalle riprese di Un posto al sole. Come sanno anche le pietre, Gina nella soap opera di Rai3 interpreta due ruoli: quello delle gemelle Manuela e Micaela Cirillo, due ragazze molto diverse e molto scombinate capaci di portare sullo schermo quell’energia e quel brio di cui gli spettatori hanno un disperato bisogno anche se, dopo due anni e mezzo, qualcuno sembra ancora convinto che Amarante abbia davvero una gemella.

Cosa le chiedono i fan quando la incontrano per strada?
«Mi chiedono se sia Manu o Mica. Credevo che una volta uscita nella sigla di Un posto al sole la gente avrebbe capito che interpreto due personaggi, ma evidentemente a qualcuno è rimasto ancora il dubbio. Il risultato è che mi chiedano spesso della mia gemella, mettendomi nella posizione di spiegare loro che in realtà quella che vedono sullo schermo sono sempre io».

Com’è girare la stessa scena due volte quando le gemelle compaiono nello stesso momento?
«Stimolante. Considero una grande fortuna lavorare a un progetto così grande e, per di più, in due ruoli. Penso che sia un grande allenamento per me, considerando anche che Micaela e Manuela sono molto diverse, e questo mi permette di lavorare su due personaggi che mi divertono tantissimo. Ogni giorno mi diverto a mettere una differenza e una caratterizzazione in più».

Gina Amarante «I fan di Un posto al sole mi chiedono se ho una gemella. Manuela con Niko Mi fa tenerezza»
Ph.Giuseppe D’Anna\Fremantle

Le gemelle, come i fan più affezionati di Un posto al sole sanno, sono state frutto di un recast, visto che al momento della loro comparsa erano interpretate da Cristiana Dell’Anna. Come ha accolto la reazione divisiva del pubblico?
«Sono entrata in punta di piedi, avendo paura di non essere all’altezza e sforzandomi di farmi conoscere e di farmi voler bene. Ho trovato dall’altra parte una famiglia che era lì da 25 anni e che mi ha accolta nel modo migliore facendomi sentire subito a casa, e portandomi a dimenticare subito le mie ansie e le mie preoccupazioni. Sono stata me stessa, ho fatto quello che sapevo fare e ho cercato il più possibile di non leggere i commenti degli utenti perché credo che non faccia bene. Anzi, le dico un’altra cosa».

Cosa?
«Ogni volta che leggevo che io non c’entravo niente con Cristiana Dell’Anna, che ho conosciuto sul set di Gomorra, ero contenta. Non sono stata chiamata per fare un’imitazione, ma per portare il mio bagaglio personale e professionale all’interno di questi due ruoli, ragione che mi ha portata a non rivedere le vecchie puntate per essere libera di lavorare».

Davvero non legge i commenti degli spettatori?
«No, tanto è mia madre a riportarmeli. Quando hanno cominciato a essere più positivi ho capito di aver preso la direzione giusta, senza contare che interpreto due ruoli creati apposta per creare scompiglio, quindi è più che normale che alcune cose delle gemelle facciano arrabbiare».

Gina Amarante si cerca mai su Google?
«Solo quando so che deve uscire una mia intervista. Per il resto, anche qui, c’è sempre la mamma, che ormai è la mia prima fan. Ha messo il mio nome tra i preferiti della ricerca su Google, le dico solo questo».

Tornando a Manuela, le chiedo: secondo lei fa bene a insistere così tanto con Niko anche se lui non la pensa?
«Mi fa molta tenerezza vederla così proiettata verso di lui e, da un certo punto di vista, sto anche male per lei. Credo che per lei Niko sia uno di quegli amori che non dimenticherai mai, e che è per questo motivo che continua ad aspettarlo, sperando che superi il lutto per la morte di sua moglie. Allo stesso tempo mi dico: chi sono io per dire se Manuela fa bene o male a stare dietro a Niko? Mi verrebbe da dirle una cosa che direi a un’amica: segui quello che senti. Se ti passerà, passerà da sola».

Gina Amarante «I fan di Un posto al sole mi chiedono se ho una gemella. Manuela con Niko Mi fa tenerezza»

La sua famiglia vive ad Angri, dove ha vissuto anche lei fino ai 22 anni prima di trasferirsi a Roma e poi a Napoli. Le è mai stata stretta?
«Un pochino sì, ma solo perché il mio sogno di diventare attrice non avrei potuto realizzarlo se fossi rimasta lì. Per fare questo lavoro era necessario spostarmi, ed è proprio quello che ho fatto».

Ha sempre voluto fare l’attrice?
«Sì, ahimè. Non ho mai desiderato fare altro, una cosa che può essere vista sia come un pregio che come un limite, considerando quanto sia difficile fare questo lavoro. È sempre stato un mio chiodo fisso: da bambina i miei volevano che mi dedicassi alla danza come mia sorella o allo sport, ma io avevo in testa solo la recitazione. Mia mamma non ne poteva più».

Di cosa non ne poteva più?
«Di questa ossessione. Per esercitarmi da bambina raccontavo un sacco di bugie, inventavo cose mai successe e mia madre ci credeva, senza contare le volte che le dicevo di avere mal di pancia per restare a casa a guardare i film con i bambini in televisione. All’asilo ripetevo le poesie anche tre o quattro volte: sentivo che quella sarebbe stata la mia strada, ma solo perché mi faceva sentire felice e a casa. Cosa che mi ha portata negli anni a diventare una secchiona per ottenere il massimo».

Una secchiona che si è trovata a interpretare in Un posto al sole il ruolo di due ragazze che con lo studio hanno poco a che fare.
«Manuela mi somiglia di più, perché è sensibile ed empatia e riesce a donarsi agli altri, anche se questo ogni tanto la porta a rimanere delusa. Micaela, invece, è una bomba pronta a esplodere da un momento all’altro: da un certo punto di vista mi piacerebbe essere come lei. Ammiro la sua forza, la sua autostima e il suo coraggio, anche se nasconde delle fragilità che non vuole mostrare a nessuno».

Adesso, però, ha deciso di mettere la testa a posto con Samuel.
«È vero, anche se lui è molto romantico mentre lei mette le mani avanti e in radio dice che il matrimonio è la tomba dell’amore, come per proteggersi dalla delusione».

Anche lei pensa che il matrimonio sia la tomba dell’amore?
«No. Credo però che, in qualsiasi relazione, occorra sacrificarsi perché bisogna sempre tenere conto del pensiero dell’altro. Il compromesso è l’unica chiave per poter stare insieme, senza dimenticare il dialogo e il confronto che evitano di farti passare la notte insonne a rimuginare sulle ansie e le preoccupazioni che non ti danno tregua. La vita è troppo breve».

Lei è di questa scuola?
«Sì, penso che sia sempre bene fare ordine e liberarsi dei pensieri che creano degli squilibri parlandone con qualcuno».

Lei con chi ne parla?
«Con le amiche di una vita, quelle con cui sono cresciuta, e con il mio ragazzo».

È molto riservata sulla sua vita privata.
«Penso che sia giusto tenere qualcosa per sé, anche se non giudico chi pubblica tutto della propria vita. Nel mio piccolo cerco di proteggere quello che ho per quanto mi è possibile».

Si ritiene una persona ansiosa?
«Un po’ come tutti, credo. Non penso che esista un modo per accantonare e sconfiggere le ansie del tutto, anche se credo che a volte servano perché sono capaci di darti quell’adrenalina e quella agitazione che può farti fare bene. Specie in un lavoro come il mio in cui, per interpretare un personaggio, è necessario dimenticarmi chi sono».

Gina Amarante «I fan di Un posto al sole mi chiedono se ho una gemella. Manuela con Niko Mi fa tenerezza»

Di cosa ha paura Gina Amarante?
«Di non fare l’attrice per tutta la vita. Adesso è un pensiero che si è un po’ affievolito, ma per un po’ di tempo è stato abbastanza ingombrante. Bisogna dire che, fortunatamente, sono appassionata di tante cose, come la scrittura, la fotografia e l’insegnamento ai bambini. Sono cose che mi fanno sentire viva e che mi portano a pensare che non esiste un solo modo per poter fare l’attrice».

Di cosa scrive?
«Di vite. Scrivo monologhi che poi diventano soggetti e dopo ancora diventano sceneggiature per dei corti. Mi piacerebbe un domani studiare sceneggiatura e parlare di quello che mi sta più a cuore: come la diversità che, a essere onesta, è una parola che non mi piace ma per cui mi sono sempre battuta affinché queste differenze non vengano mai più sottolineate».

Parlando del futuro, spera di restare a Un posto al sole?
«Sì, considero Un posto al sole una grande fortuna, oltre che una palestra formidabile per chiunque faccia il mio lavoro. Come in tutti gli ambiti, penso anche che a essere determinante sia come le cose le prendi e le gestisci. Io, nel mio piccolo, mi impegno per dare vita a dei personaggi che aiutino le persone a distrarsi e a stare bene: se le cose devono arrivare, arrivano lo stesso».